Cosa spinge una persona a impegnarsi in una missione quasi impossibile come quella del recupero di un rudere ritenuto da tutti senza speranza? È la domanda che più spesso mi viene rivolta. Follia, sogno, incosciente determinazione, voglia di mettersi in gioco, speranza di guadagno. La risposta non è né immediata né logica, essendo la motivazione fortemente radicata nella sfera emotiva personale.

È un atto d’amore verso la mia famiglia, per le mie origini, per il luogo dove sono nato: Vrh – San Michele del Carso.

Amore che si manifesta nell’aspirazione a voler valorizzare questa terra aspra e inospitale ma ricca della sua unicità geologica, morfologia naturale. Anche se ritenuta geograficamente e politicamente marginale, più che di confine è sempre stata un’area di passaggio, testimone di terribili eventi bellici che hanno coinvolto le principali potenze nei vari periodi storici, ma soprattutto naturale crocevia di movimenti di diverse culture, lingue ed etnie. Ciò potrebbe spiegare, ad esempio, perchè Primož Trubar avesse scelto questa zona per le sue predicazioni “riformiste”. Il castello di Rubbia, partecipe e spesso protagonista di ogni evento di rilievo, s’erge quasi a simbolo di memoria storica per le genti del posto. Perderlo significava riununciare al nostro passato e soprattutto ignorare l’importante monito che ci viene dalla storia dimenticando le tragiche e sventurate conseguenze umane e sociali che le innumerevoli guerre hanno causato.

Ecco perchè la sua ricostruzione assume al giorno d’oggi il valore di un messaggio di pace, di unità proprio in quest’Europa di genti diverse che si sforzano per ritrovare un’entità e un’anima comune.

15 maggio 2014, Venceslav Černic

Cadenza d’inganno 2011


“Adoro il vino bianco passito, cercavo sempre di immaginare come potesse essere vivere la vendemmia del Ramandolo… Credo che anche la Malvasia istriana possa essere un grande passito. Nell’estate del 2011 gli acini di Malvasia erano chiazzati di botrite, muffa nobile per eccellenza. Succede spesso, nel vino Leonard.  Questa volta lasciammo appassire sulle piante una piccola parte della vigna, “Malvasia punta” è la vigna esposta a nord – est, perdendone quasi il 70%. Portammo in cantina pochissima, bellissima uva. In quell’anno, la macerazione e la fermentazione furono per me autentiche lezioni di vita.

Decidemmo di raffreddare il mosto fino alla temperatura di -2°, e mi sono emozionata, molto, quando vidi che, molto lentamente, la fermentazione continuava. Nella cantina si sparsero profumi inediti, e deliziosi. I lieviti lottavano per sopravvivere, e io rimasi a contemplare quella forza immane, la forza della vita. Mai nessun vino mi aveva regalato simili emozioni. Ricordo quella domenica, in cui a mezzogiorno suonarono le campane e noi interrompemmo il raffreddamento, lasciando il vino al suo destino, qualunque esso fosse. La fermentazione durò per mesi, sembrava non dover finire mai… l’aria era satura di aromi strani… ma positivi, non si percepiva acidità volatile, questo mi spingeva ad andare oltre. Nel frattempo si svolse anche la fermentazione malolattica, era la Natura, e io non volevo interferire.

Quando la fermentazione si arrestò, il residuo zuccherino era troppo basso per un passito. Il vino venne alla luce, e in qualche modo era mio, e dovevo dargli un nome: “Cadenza d’Inganno”, era il mio pensiero, immediato,non poteva essere nessun altro, un nome che  si collegava alla musica. Una sequenza di accordi che deviano la fine di una frase, musicale, facendola continuare verso…..qualcosa, un non voler ancora finire, perchè troppo bello, quasi perpetuo.

Mi sono detta: “Non può essere così! È sbagliato!” Ma subito dopo: “Perchè no?” Succede nella musica, nel vino, e nella vita. Scoprire questo vino, accettare le sue deviazioni, mi sollevarono a un palmo dall’infinito.”
8 marzo 2015, Nataša Černic

La famiglia Černic
è lieta di invitarvi
a conoscere il Carso!

Lunedì, mercoledì e venerdì dalle 17 alle 19,
sabato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18,
domenica su prenotazione.

Info e prenotazioni:
+39 349 79 57 889 – info@castellodirubbia.it

OFFERTA TURISTICA

Realizziamo pacchetti turistici personalizzati con visita guidata al Castello di Rubbia, alla vigna, alla zona monumentale del Monte San Michele con gallerie cannoniere della Grande Guerra, al monumento della Seconda Guerra Mondiale, al bunker della Guerra Fredda e alla Grotta carsica naturale.

Inoltre proponiamo un’ampia OFFERTA ENOGASTRONOMICA (clicca qui per sapere di più) con visita alla cantina con degustazione di vini e prodotti carsici (pranzi, cene, feste private su prenotazione). Sala disponibile anche per convegni, mostre e concerti.

INFO CANTINA E PRENOTAZIONE VISITE, ALLOGGI E ALBERGHI LOCALI:
+39 0481 067616 – cell. +39 349 79 57 889 – info@castellodirubbia.it