Offerta turistica ed enogastronomica

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Nell’opera di valorizzazione del patrimonio storico-naturalistico di queste terre, care alla nostra famiglia da tempo immemorabile, l’azienda Castello di Rubbia propone alcuni percorsi guidati alla scoperta dei luoghi della memoria. Un viaggio struggente e ricco di fascino, che si snoda fra i sentieri e i colori del bosco e che non mancherà di emozionare gli adulti e incuriosire i bambini.

Realizziamo pacchetti turistici personalizzati con visita guidata al Castello di Rubbia, alla vigna, alla zona monumentale del Monte San Michele con gallerie cannoniere della Grande Guerra, al monumento della Seconda Guerra Mondiale, al bunker della Guerra Fredda e alla Grotta carsica naturale.

Inoltre proponiamo un’ampia OFFERTA ENOGASTRONOMICA (clicca qui per sapere di più) con visita alla cantina con degustazione di vini e prodotti carsici (pranzi, cene, feste private su prenotazione). Sala disponibile anche per convegni, mostre e concerti.

Qui di seguito tutti gli approfondimenti sui singoli luoghi.

CASTELLO DI RUBBIA

Un castello sul Carso dalla ricca ed intrigante storia: i primi insediamenti dell’Età del Bronzo con i Castellieri Neolitici, il Medioevo e la leggenda dell’arrivo di Re Riccardo “Cuor di Leone” di ritorno dalle Guerre Crociate, la nobiltà ed il Protestantesimo con l’arrivo di Primoz Trubar e le prime prediche nelle lingue locali sloveno e friulano, le Guerre Gradiscane 1615-1618 ed il primo abbattimento del castello, la Prima Guerra Mondiale 1915-1918: l’evacuazione dell’intero paese di San Michele del Carso, la distruzione del castello e delle vigne, così rinomate alla Corte di Vienna: il ritorno sul Carso, quel senso di appartenenza che porta alla speranza di una lenta ricostruzione.

La Seconda Guerra Mondiale, la Paura e la Guerra Fredda… 1998: la Pace ed il restauro del castello con il reimpianto delle vigne a varietà solo autoctone.

I BUNKER DELLA GUERRA FREDDA – A 20 minuti a piedi dalla Cantina

I bunker della Guerra Fredda fanno parte dell’opera “Monte San Michele”, sita nella frazione di Cotici del comune di Savogna d’Isonzo (GO). Annoverano sei postazioni, integrate da costruzioni accessorie. Furono realizzati alla fine degli anni Sessanta, in cemento armato con la tecnica del “cut and cover” e poi interrati.

Il bunker M4 è una “postazione per mitragliatrice a cupola in quattro feritoie”, una spessa volta di acciaio che ospitava due mitragliatrici: in origine una Breda Mod. 37, in seguito una MG42/59

Il bunker PCO sorge sulla sommità del monte Škofnik, un’anticima del monte San Michele che domina strategicamente la soglia di Gorizia, la valle del Vipacco e l’altopiano di Lokvica. Si tratta di un “Posto Comando Osservatorio” per la ricezione e lo smistamento di comunicazioni militari tramite collegamenti telefoni e apparati radio. Dal PCO si coordinavano il fuoco delle postazioni e le operazioni di difesa vicina, cui erano deputati due distinti plotoni. Prevedeva inoltre un “posto comando per truppe campali” e un osservatorio di artiglieria sia ottico che dotato di radar di sorveglianza al suolo, un  AN/TPS-33 di dimensioni contenute, alloggiato in un pozzo in cui scorreva un montacarichi che ne permetteva l’esposizione per il solo tempo strettamente necessario.

Il PCO è un manufatto a due piani interrati. Il nucleo occupa il piano inferiore, che ospita i due ricoveri comando protetti da una volta semicircolare di cemento armato. Al piano superiore sorgono vari locali tecnico-logistici: un locale per il gruppo elettrogeno, un deposito carburanti, un locale per la decontaminazione dagli agenti NBC, uno per l’impianto di filtraggio dell’aria (che, assieme a un sistema di porte stagne, rende possibile il mantenimento di un gradiente di pressione positivo tra i locali interni e l’esterno).

L’osservatorio della fortificazione, distinto da quello di artiglieria (cosiddetto “particolare”), è alloggiato in una cupola di foggia simile a quella della postazione per mitragliatrice, ma di dimensioni inferiori: il suo “abitacolo” è infatti tale da poter ospitare una persona, provvista di collegamento telefonico col sottostante ricovero comando.

Le visite guidate sono condotte da guide turistiche in collaborazione con il comitato “Bunker San Michele” che dal giugno 2015, in seno all’Associazione Nazionale Fanti d’Arresto e per convenzione con la Provincia di Gorizia, si occupa a titolo volontario del restauro, della conservazione e della custodia di due costruzioni della fortificazione permanente del confine nord-orientale, e che ha gentilmente fornito tutti i dati tecnici.

IL CIRCUITO DI COTIČI – A 10 minuti a piedi dalla Cantina

Le cannoniere italiane di Cotiči rappresentano una preziosa testimonianza delle operazioni belliche nella Grande Guerra sul fronte dell’Isonzo. Furono costruite nell’autunno del 1916 dal Genio Minatori come avamposto strategico per le battaglie che ebbero luogo nella primavera successiva.

Situate a quota 242, le cannoniere erano composte di una galleria su cui si aprivano sei postazioni di fuoco con altrettanti pezzi d’artiglieria. Ogni postazione era blindata da architravi con putrelle in acciaio e contrafforti di cemento. Il raggio di azione delle linee di tiro spaziava dal San Gabriele a Tarnova, fino ad Aisovizza (Ajdovščina) e Ossegliano (Ozeljan), alle spalle di Gorizia. L’accesso alla galleria avveniva tramite due maniche, oggi parzialmente crollate, che sbucavano sulla strada San Michele-Peteano.

Nello stesso periodo in cui venivano ultimate le cannoniere, l’esercito italiano rafforzò le sue posizioni tramite linee difensive potenziate che coprivano tutta la fascia pedecollinare fra Gabria, Castello di Rubbia, Boschici e Cotiči Superiore: una serie di reticolati collegati con le trincee della “Linea di Doberdò” e il Monte Brestovec. Le retrovie furono attrezzate di baraccamenti e ricoveri fortificati, sviluppando infrastrutture logistiche, camminamenti e percorsi protetti.

LA GROTTA PEČINA DI ČRNCI – A 30 minuti a piedi o 5 minuti in auto dalla Cantina

Il circuito del Monte San Michele comprende una serie di gallerie e ricoveri fortificati di elevato interesse storico-naturalistico in riferimento alla Grande Guerra sul Carso, fra cui spiccano la Grotta Pečina ed i ricoveri austroungarici a Črnci – Case Neri.

Nell’estate del 1915 le retrovie austroungariche occuparono un’area che comprendeva l’abitato di Črnci, la zona di Cotiči e il Vallone di Visintini. I comandi austriaci riutilizzarono numerose cavità carsiche situate in prossimità delle linee avanzate come ricovero per i soldati e come difesa in caso di bombardamento.

A queste “Caverne di guerra” apparteneva la Grotta Pečina (Antro dei Casali Neri), scavata in una dolina presso l’abitato di Case Neri. La cavità presentava una vasta sala a gradoni  (25x25m e 10m di altezza interna), in cui vennero alloggiate baracche di legno in grado di ospitare fino a 800 militari. La grotta divenne il ricovero dei reggimenti ungheresi Honved che presidiavano il Monte San Michele. Dopo la 6a Battaglia dell’Isonzo (4-17 agosto 1916) la Grotta Pečina fu occupata da reparti delle retrovie italiane. Sulla parete all’ingresso della dolina è affissa una targa, datata 30 agosto 1917, che testimonia la presenza delle truppe italiane del 29° Raggruppamento Assedio durante l’11a Battaglia dell’Isonzo (17-31 agosto 1917).

ZONA MONUMENTALE MONTE SAN MICHELE

La Zona Sacra monumentale MONTE SAN MICHELE abbraccia la cima del Monte San Michele e la parte superiore di San Michele del Carso,

Črnci e Gornji Vrh, dove si trova la nostra cantina vinicola.  Sul San Michele hanno avuto luogo le battaglie più sanguinose del FRONTE ISONZO, dove centinaia di migliaia di uomini hanno combattuto perdendo la vita.

Vi proponiamo alcune foto d’epoca e vi rimandiamo a visitare la pagina www.itinerarigrandeguerra.it per approfondimenti.

VISITA ALLA RISERVA NATURALE GRADINA

 

Visita naturalistica guidata alla landa carsica nella riserva naturale di Doberdò e Pietrarossa in collaborazione con il centro visite Gradina, il cui personale verrà a prendere i nostri ospiti nella cantina di Castello di Rubbia e li accompagnerà in loco.

Durata della visita: tragitto in macchina dalla cantina + visita = 50 minuti